venerdì 26 settembre 2014

Notte di...Ivan Sirtori

Ivan Sirtori, mio amico poeta, artista sensibile e creativo, attuale direttore artistico del centro culturale olistico Manabi di Merate www.manabi.it
Questa una delle sue tante perle di leggerezza e profondità....


Notte


La notte 
il volo
senz'ali

velo di pino
ombra di roccia
soffio all'acqua
gli astri
e via


da "Identità" 2001

sabato 6 settembre 2014

Toni Bellina, la ricchezza di una lingua

Una cara amica, Elia, mi ha prestato un paio di libri di Pier Antonio Bellina (1941-2007). Si tratta di un sacerdote friulano, molto scomodo all'establishment vaticano per le sue posizioni distanti dalle gerarchie, che ha il grande merito di aver dato senso, lustro e modernità alla lingua friulana. E' autore di oltre una quarantina di libri, tutti scritti in lingua friulana, e soprattutto della incommensurabile traduzione della Bibbia in friulano.
Avete capito bene, questa persona (nell'arco di quindici anni di duro lavoro, partendo dall'intuizione di don Francesco Placereani) ha tradotto tutti i libri del testo sacro nell'idioma del Friuli. E' bene ricordare che il friulano, nel ricco mare dei dialetti italiani, appartiene al ceppo delle lingue neo-ladine orientali. In pratica si tratta dell'antichissimo incontro fra il latino e le lingue celtiche di quei territori. Bellina, meglio conosciuto come pre Ton Beline, ha tradotto anche le favole di Fedro, Esopo, Fontaine e "Le avventure di Pinocchio".
 Dietro questo intenso lavoro di studio, di ricerca, di traduzione e conservazione di una tradizione linguistica c'è una profondità di pensiero ed una ricchezza culturale e storica impressionante. Molto importanti anche le sue riflessioni teologiche sull'incarnazione di Gesù, sulla salvezza di tutti (teologia ripresa dai patriarchi di Aquileia) e su come una Chiesa povera dovrebbe comunicare il Vangelo in questo scorcio di post-modernità.
Fra i suoi testi più interessanti segnalo: "Trilogjie tormentade" edito da Glesie Furlane - 1999 - nella quale l'autore analizza e approfondisce il pensiero di don Lorenzo Milani, Oscar Wilde e Pier Paolo Pasolini. L'unico testo in italiano è l'intervista "La fatica di esser prete" (edizioni Biblioteca dell'Immagine), condotta dal giornalista Marino Plazzotta.
Da quest'ultimo lavoro riporto un passaggio molto poetico sulle "parole perdute", quelle che nella vita (spesso) non abbiamo il coraggio e la forza di dirci e di dire alle persone che ci stanno a fianco.

"Anche le "parole perdute" fanno la fine delle foglie che si staccano dai rami in quegli uggiosi giorni d'autunno. Si distaccano, vengono portate via dal vento gelido e finiscono in fogliame e strame, finché la pioggia o la neve non le consuma del tutto.

Sono perse?

Penso di no, perché, andando sotto terra e marcendo nel terreno, concimano la terra e attraverso le radici vengono riammesse nel ciclo della vita.
Quindi le parole taciute torneranno fuori quando e dove Dio vorrà.
Succederà così certamente anche per le parole che mia madre non è riuscita a dirmi."

giovedì 14 agosto 2014

Robin Williams, attore e poeta ricco d'umanità

Robin Williams, ovviamente, non era i personaggi che interpretava al cinema. Le sue straordinarie doti attoriali gli hanno permesso di spaziare dal comico al drammatico, rendendo la commedia americana (per circa trent'anni) ancora più attuale e straordinaria. Se però si deve riconoscere ai grandi maestri del cinema la capacità di scegliere i copioni e i personaggi giusti, al momento giusto, allora dobbiamo francamente ammettere che Williams ha sempre scelto e dato vita a personaggi straordinari.

Dal fantastico, Peter Pan e Popeye, ai protagonisti di "Jumanji" e "Toys". Chi però non conserva nei migliori ricordi le storie, le fragilità, gli amori e le passioni del professor Keating (Attimo fuggente, 1989), del medico di "Risvegli", del pediatra Patch Adams e dello psicologo di "Will Hunting genio ribelle" (Oscar come non protagonista e sceneggiatura assieme a Matt Damon e Ben Affleck nel 1998)? E il papà disperato che le prova tutte di "Mrs Doubtfire"? E il più umano di tutti, il robot umanoide de "L'Uomo bicentenario"?

Penso francamente che tutta questa incredibile galleria di personaggi, e le sceneggiature scelte da Williams ci dicono e trasmettono tanto della sua reale umanità. In fondo, da grande attore com'era, sceglieva solo ciò che amava e lo rappresentava. Come dicevano i grandi maestri del teatro russo, precursori del "metodo dell'immedesimazione totale" di Lee Strasberg (utilizzato in maniera autentica da tutti gli attori americani da Marlon Brando ad oggi), l'attore deve essere - prima di tutto - una brava persona. Anche per questo sono incline a pensare che Williams persona sia stato molto, ma molto vicino ai ruoli creati dalla sua fantasia e abilità drammaturgica.

Per quanto riguarda l'"Attimo fuggente" è necessario aggiungere un paio di considerazioni interessanti sul fenomeno culturale che la pellicola introdusse nel 1989, almeno in Italia. Per la prima volta, in maniera davvero attenta e riuscita, un film americano dedicava una storia  proponendosi come "racconto di formazione". Come romanzo corale dove i protagonisti, una classe di studenti del college, vengono guidati da un'insegnante - anticonformista - alla scoperta del senso del vivere. Lo sviluppo e la crescita umana dei ragazzi era proiettata, su suggerimento del professor Keating-Williams, alla ricerca di un personale senso critico del mondo.

Il secondo grande merito di quel film fu quello di fare conoscere, al pubblico italiano, i nomi della grande poesia americana. Nelle lezioni del prof. Keating abbiamo iniziato timidamente a conoscere Walt Withman, Robert Frost e tutti gli altri grandi padri della nazione statunitense. Quel film, quella storia, quel Robin Williams in stato di grazia hanno creato un vero e proprio fenomeno generazionale. In Italia, perlomeno a Milano, chi non ricorda il ritorno della moda del cappotto montgomery? E soprattutto il desiderio di tanti giovani, i quali, ispirati dal prof. Keating hanno sognato una loro strada provando a comporre qualche scalcinato e aritmico verso.

Grazie Robin Williams...

martedì 12 agosto 2014

dedicato a Robin Williams (1951-2014)...

Ascolta, disse la mia anima,
scriviamo per il mio corpo (in fondo siamo una cosa sola)
versi tali
che se, da morto, dovessi invisibilmente tornare sulla terra,
o in altre sfere, lontano, lontano da qui,
e riassumere i canti a qualche gruppo di compagni
(in armonia col suolo, gli alberi, i venti, e con la furia delle onde),
io possa ancora sentire miei questi versi,
per sempre, come adesso che, per la prima volta, io qui segno il mio nome
firmando per l’anima ed il corpo

Walt Whitman